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Per uno spezzone metropolitano della ri/generazione precaria
da http://www.precaria.org
Milano, 31 Marzo 2012, ore 14 piazza medaglie d’oro
La crisi ha un merito: fa comprendere che il mondo del lavoro e del non lavoro stanno sulla stessa barca, e che rischia di affondare. Operai, migranti, atipicche, partite Iva mono-committenti, studenti, disoccupate, tutte e tutti precari. E la precarietà è allo stesso tempo unificante e frammentata. Unificante perché è il modo attuale dello sfruttamento insito nel rapporto di lavoro, fatto di subalternità e ricattabilità. Frammentata, perché ognuno la percepisce in modo diverso. Come reagire? Le forme sindacali non sono adeguate e le proposte dei partiti politici “amici” (si fa per dire) fanno acqua da ogni parte. La cassaintegrazione è scambismo politico e sperequazione.
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Pubblichiamo articolo Provincia pavese sul presidio in solidarietà ai #57 denunciati per l'occupazione dell'SMS ex mondino.
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Intervista su Radio Popolare relativamente alle 57 denunce consegnate agli studenti che occuparono l'Ex Mondino nel febbraio 2011.
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Martedì 13 Marzo ore 18:00, Gigi Roggero, presenta:
Da piazza Tahrir alle acampadas spagnole, da Atene a Roma passando da Londra e New York, tutto il mondo occidentale e non ha sviluppato modelli di protesta contro le grandi istituzioni e lobby finanziarie. Questa trasversalità ha reso evidente come i problemi economici, politici e sociali che si stanno terribilmente inasprendo in tempi di crisi non hanno confini nazionali ed hanno un’unica matrice, ovvero l’imposizione di regimi di austerity che fanno ricadere sulla popolazione intera gli oneri ed i costi di uno scellerato modello finanziario, totalmente estraneo alle regole democratiche.
Su queste considerazioni a Parigi il mondo della formazione ha convocato un meeting transnazionale dal 11 al 13 Febbraio dove ha preso forma la rete transnazionale del Knowledge Liberation Front ( http://www.knowledgeliberationfront.org/ ). Questa rete ha già attraversato altri due importantissimi meeting transnazionali.
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 A Pavia, città nota alle cronache per le innumerevoli infiltrazioni della 'ndrangheta, si terrà a breve un maxiprocesso. Può sembrare strano, ma non sarà un processo mafioso. Gli imputati saranno 57 giovani rei di aver sollevato il problema della carenza di spazi sociali in città. Manco a dirlo, pare che anche il Tribunale di Pavia abbia problemi di spazi. Si apprende dai giornali che il maxiprocesso agli occupanti dell'ex Mondino non ha ancora trovato una sede adeguata. È stato richiesto al Comune di Pavia di segnalare delle possibili soluzioni. Chissà se il Sindaco, sordo da anni alle richieste di spazi aggregativi per studenti e precari, troverà un luogo per processare quegli stessi ragazzi. Magari il maxiprocesso si svolgerà proprio all'ex Barattolo di via dei Mille, sottratto ai giovani con la forza e ora praticamente semideserto. Sempre sui giornali si parla di un cinema come possibile sede delle udienze. Sicuramente non sarà l'ex Kursaal, dato in pasto ai soliti noti speculatori. Dal canto nostro suggeriamo di richiedere al Rettore lo stabile dell'ex Mondino, visto che da un anno a questa parte è vuoto benché in ottime condizioni dopo le operazioni di restauro realizzate dagli occupanti. Che sia in un cinema o altrove, alle udienze ci porteremo i pop corn, per accompagnare lo spettacolo farsesco della commedia delle istituzioni pavesi, sempre pronte a bastonare chi esige i propri diritti e ad assecondare le ben oliate richieste dei poteri forti. La giustizia è come una tela di ragno: trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano liberi. (Solone)
I 57 denunciati
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di Angela Albano - Cairo
Musirrin è un media-center indipendente, nato dall'ondata di attivismo nel campo dell'informazione che ha accompagnato la sollevazione egiziana. A gennaio, dopo soli tre mesi di attività, il loro canale youtube è diventato il più visto di tutti i tempi in Egitto tra quelli no-profit. Ecco la loro rivoluzione.
La sede di Musirrin, a Downtown al Cairo, non troppo lontano da piazza Tahrir, è un appartamento luminoso e dai colori chiari. Non è difficile trovarlo.
Il bawab (portiere) di un palazzo vicino, a cui chiedo indicazioni, mi dà un'occhiata e non ci mette molto ad indovinare cosa sto cercando: “Musirrin?” - “Sì” - “E' il portone qui a lato, sesto piano”. Laptop e mediattivisti concentrati davanti agli schermi, silenzio e una caffettiera italiana in cucina.
Qui, Omar, uno dei fondatori racconta: “Alle origini del progetto c'è l'esperienza della media-tent di piazza Tahrir, presente fin dai primi giorni della rivoluzione”.
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